Tre grandi donne nella storia

Ci sono donne che hanno cambiato il mondo, donne che con la loro forza e determinazione hanno affermato il valore di quello che una volta era considerato il sesso debole.

Da chi ha dedicato la vita ai poveri e agli emarginati, a chi ha rivoluzionato i mondi della fisica e dell'istruzione: Madre Teresa di Calcutta, Marie Curie e Maria Montessori.

Ecco chi erano queste grandi Donne.

Madre Teresa di Calcutta

Spesso l'hanno definita una piccola, grande donna: per via delle forme esili in contrasto con il cuore grande che da sempre l'ha contraddistinta.

E di fatto il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle donne più celebri al mondo, simbolo di virtù cristiana e indomito coraggio.

Nata Anjez' Gonxhe Bojaxhiu in Albania nel 1910, entra giovanissima nella vita religiosa, mostrando fin da subito una predilezione per le missioni in India.

Inizialmente a servizio dei coloni britannici prende in seguito la via del servizio attivo, quello cioè in aiuto dei più poveri tra i poveri, o gli ultimi degli ultimi, come si sentiva ora chiamata a fare.

Nel 1979 le viene assegnato il Premio Nobel per la Pace assieme a un premio di seimila dollari che però devolve interamente agli ammalati di Calcutta, essendo "le ricompense terrene importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo".

La sua morte, avvenuta nel 1997 all'età di 87 anni, suscita forte commozione in tutto il mondo.

Sulla sua tomba, a Calcutta, è incisa una frase del Vangelo di Giovanni: "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi".

Marie Curie

Ha dato il suo nome a un'unità di misura per la radioattività; ma non solo, perché è stata la prima donna a vincere due premi Nobel, quello per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911.

Senza, peraltro, tralasciare le occupazioni tradizionalmente associate alla donna: quella della sposa e della madre, diventando così un'icona femminista tutt'altro che anacronistica.

Maria Sklodowska Curie nasce a Varsavia, in Polonia, ma si trasferisce a Parigi per frequentare la Sorbona.

Qui incontra Pierre Curie, un professore di fisica che sposerà e dal quale avrà le figlie Irene ed Eva.

Con lui condurrà le ricerche sulla radioattività, che culmineranno con la scoperta di nuove particelle subatomiche, il radio e il polonio, quest'ultimo in onore della sua patria natia.

Dopo la prematura scomparsa del marito, Marie continua le sue ricerche e per questo riceve il secondo premio Nobel.

Nel 1933, a causa della prolungata esposizione a materiali radioattivi senza protezione, Marie si ammala di una grave forma di anemia e muore l'anno successivo.

I suoi resti assieme a quelli del marito sono custoditi al PanthŽon di Parigi, in compagnia di tutti gli uomini e le donne che con il loro esempio hanno contribuito a cambiare la Storia.

Maria Montessori

E' stata una delle pedagogiste più importanti della storia italiana, apprezzatissima all'estero, nonché la prima donna a laurearsi in medicina nel nostro paese.

Non è un caso se il suo sguardo rassicurante compariva sulle vecchie mille lire, o se Google le ha dedicato un doodle per ricordare i 142 anni dalla sua nascita: è infatti grazie a lei che da oltre un secolo milioni e milioni di bambini nel mondo vengono educati seguendo le proprie inclinazioni, liberi di sperimentare, confrontarsi e agire nel rispetto del loro naturale sviluppo fisico e psicologico.

Maria Montessori nasce nel 1870 vicino ad Ancona e fin dai primi anni del Novecento si occupa di tematiche pedagogiche, avviando la prima Casa dei bambini: una scuola dell'infanzia in cui applica un nuovo metodo, cui poco dopo dedicherà il libro "Il metodo della pedagogia scientifica".

In virtù di questo scritto nasce, attorno agli anni Venti, il movimento a lei dedicato da cui, a loro volta, prendono avvio la Scuola magistrale Montessori e l'Opera nazionale Montessori.

Nel frattempo, tuttavia, inizia a prendere piede in Italia il movimento fascista e dopo un iniziale appoggio Maria viene costretta a rassegnare le dimissioni per fuggire all'estero.

Lavora per molti anni in India, affinando ulteriormente il proprio metodo e torna in Italia solo nel 1946, in piena ricostruzione.

Riprende in mano l'Opera nazionale e si fa nuovamente promotrice degli innovativi sistemi pedagogici.

In seguito si trasferisce in Olanda dove muore il 6 maggio 1952.

Ancora oggi il suo metodo è considerato tra i capisaldi della pedagogia moderna.